Natale in Marocco #2. Lo zio

La Dacia bianca volta le spalle a Marrakech. Il sole ci saluta con dolcezza, le prime stelle fanno capolino.
Stiamo percorrendo la strada nazionale N8. Viaggiamo lenti, in compagnia solo di qualche anima che cammina al margine della strada.
Alle porte dei pochi paesi che incrociamo lungo la via, siamo puntualmente fermati dalla Gendarmerie.
“Avete superato il limite di velocità”
“eh?”
“Ma per questa volta… dove state andando?”
Stiamo andando a Sidi Kaouki, un villaggio a sud di Essaouira. Li ci aspettano Laila, Elias, Tino.
Tino è lo zio di Luca, il mio compagno. Io lo conosco solo attraverso racconti ed aneddoti, che hanno affamato la mia curiosità nei confronti di questo stravagante zio. Quello che so è che a Tino, il modello di vita che generalizzando chiamerò occidentale, non è mai andato a genio. Cosi, 15 anni or sono, salì in macchina, destinazione Marocco. Quello che probabilmente non aveva previsto, era di innamorarsi non solo di questa terra antica, ma anche della giovane Laila. Il fuggiasco del nord-est e la donna dai profondi occhi color ambra, si sposano. Se questo lieto fine non basta, ciliegia sulla torta: nasce Elias, figlio dell’amore, unione di due culture.
Tino decide che Casa sarà Sidi Kaouki, vento sferzante e spiaggia selvaggia. Investe qui le sue risorse e costruisce Windy Kaouki, che diventa sua fissa dimora e alloggio temporaneo per viaggiatori, surfisti, avventurieri.
Fu cosi che il viaggio dello zio divenne di sola andata.

Stiamo guidando da più di due ore, quando arriviamo ad Essaouira. Laila ci sta aspettando al suo piccolo negozio di antiquariato.
Finalmente conosco la zia, che chiamare cosi mi fa a dir poco strano. Laila infatti ha la mia età. Ma nei suoi occhi scuri c’è una forza arcaica. La immagino in riva al mare, guarda qualcosa che io non vedo.
Caldi abbracci e risaliamo nella nostra Dacia. Seguiamo Laila che ci fa strada verso Sidi Kaouki. Sono quasi le otto, la stanchezza comincia a farsi sentire. Vorrei tanto vedere il paesaggio intorno a me, ma il buio qui è pece. Leila fa una breve pausa in un negozietto dove vendono di tutto. Ci guadagnamo un sacchetto ricolmo di mandarini dolcissimi che finisce esattamente quando parcheggiamo.

Siamo arrivati a Windy Kaouki. Ad accoglierci Tino, Elias e Blacky, il cane. Siamo tutti felici ed emozionati. Nipote e zio non si vedono da due anni.
La cena è quasi pronta. Veniamo accompagnati al nostro appartamento per una doccia veloce. L’alloggio è semplice ed accogliente. Tappeti, maioliche. Il pavimento è freddo, i colori caldi. E’ un ambiente sincero. Non so perchè, penso ai centri benessere italiani che motteggiano stili “mediterranei” con slogan raccapriccianti. Sorrido per il loro inganno.

Nella sala della cena, ci sono tutti gli ospiti del Riad. L’atmosfera è quella di una famiglia allargata, fortunatamente la formalità non è di casa. Tino esce della cucina con un enorme pesce cotto al sale, che tra una chiacchiera e l’altra sfiletta con maestria. Ospiti serviti, si uniscono al nostro tavolo Laila,  Tino ed Elias. E pure una bottiglia di vino, cosa rara in Marocco.
Finalmente conosco lo zio. Che  non è di certo un anziano e noioso parente. Tino ha gli occhi color azzurro chiarissimo, che se non fosse per la sua tranquillità metterebbero in soggezione. Parla. Parla di tutto. Anzi, di tutto ciò che gli interessa. Tino ha una cultura musicale incredibile. Ho visto parte della sua collezione di dischi e capisco perchè è sotto chiave. Tino ha delle opinioni sui fatti del mondo che prendono strade poco battute. E’ una persona interessata, che non si ferma alla prima risposta banale. Così studia, cerca la verità. Non si accontenta del boccone pronto. Qualcuno potrebbe definirlo bizzarro o addirittura complottista (termine fuorviante ed incredibilmente in voga). Io invece credo che lo zio sia una persona estremamente curiosa, affamata del vero, con idee brillanti e stravaganti. Il suo punto di vista, puntualmente argomentato, apre delle porte di cui molti pigri nemmeno cercano la chiave.
Le parole scorrono ad oltranza, mentre la stanchezza mi fa perdere il filo del discorso. Aspetta abbiamo avuto un filo conduttore? O ne abbiamo avuti mille? Ok, è tempo di dormire.
Dolcemente Laila riporta sul pianeta terra i ragionamenti. Per Elias, 10 anni di timidezza ma opinioni chiare, è arrivato il momento del sonno. E anche per noi.
Buona notte nuovi amici.
Prima di rifugiarci nel nostro alloggio, Luca ed io facciamo una capatina nella grande terrazza del Riad. L’ultima sigaretta. Si sentono le onde infrangersi, la volta celeste non ha mai avuto tante stelle.
“Luca, lo zio è veramente simpatico”.

info: www.windy-kaouki.com

 

…to be continued!

marocco

(image: gassadiamante)

 

 

 

 

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