Paris underground #02. Les “cataphiles” e la movida della città invisibile

Les Carrieres de Paris

Ossements_catacombes_Paris

Come ci ha raccontato Victor Hugo nei “Les Miserables”, anche la Ville Lumiere ha il suo lato oscuro. Nel sottosuolo della Parigi dai grandi viali brulicanti di gente, esiste una città nascosta chiamata Les Carriers, letteralmente le cave di Parigi. Costruite in età romana per l’estrazione del calcare, le cave formano un labirinto di percorsi esteso in otto arrondissement, creando un circuito di ben 100 km.  Tuttavia il tratto aperto al pubblico è quello che fu destinato alla fine del XVIII secolo a “l’ossuaire municipal”, ovvero le Catacombes. Per far fronte alla saturazione di alcuni cimiteri, che causavano il diffondersi di epidemie, il Consiglio di Stato decise di spostare le ossa contenute nelle fosse comuni in queste cave sotterranee. Scarso sentimentalismo? L’illuminismo imperante e la necessità di ottimizzare gli spazi non hanno dato spazio a questioni di cuore. Il “trasloco” di circa sei milioni di morti durò un anno. Divennero attrazione turistica all’inizio del XIX secolo, quando sotto la supervisione di Louis-Etienne Héricart de Thury le ossa furono riarrangiate nell’attuale disposizione lungo le pareti dei tunnel. Non ancora completamente mappate, le Catacombe sono una delle più grandi necropoli al mondo: la sezione aperta al pubblico è solo una minima parte di questa città nascosta.

Arrêté! C’est ici L’Empire de la Mort,  “fermatevi! Qui è l’impero della morte”. Con queste parole sarete accolti all’ingresso delle Catacombe, per calarvi negli inferi. Non lasciate ogni speranza voi che entrate, ma il romanticismo della capitale, quello si. La macabra visita, non adatta ai claustrofobici e a quelli facilmente impressionabili, conduce 20 metri sottoterra. Si percorrono circa 2 km di corridoi e cunicoli lungo le cui pareti sono perfettamente incastonate milioni di ossa.
Teschi che sembrano osservare il visitatore. Crani, femori e tibie umani disposte spesso  in forme artistiche. Scarsa illuminazione e lapidi provenienti dagli antichi cimiteri parigini. Tutto questo crea un’atmosfera da brivido, degna di quella che Zola definì il “ventre di Parigi”.


Curiosità

Nel corso dei secoli questi cunicoli sono stati passaggi segreti, nascondigli per fuorilegge, case per senzatetto. Hanno fatto da scenario ai momenti più convulsi della storia di Parigi: durante la seconda guerra mondiale la resistenza parigina vi insediò il proprio quartier generale, mentre i tedeschi costruirono al loro interno un bunker. Tuttavia fu già  Luigi XVI, il sovrano decapitato dai rivoluzionari, a capire il pericolo e l’importanza urbana/politica dei misteriosi meandri. Fu all’epoca, nel 1777, che venne creata l’ Inspection des Carrières, per mettere in sicurezza le gallerie.

L’organismo, tuttora esistente, oggi deve tuttavia affrontare ben altra emergenza: il turismo catacombale. E’ nata una nuova moda underground, ma nel senso letterale del termine. In questa città invisibile, fatta di quasi trecento chilometri di labirinti sotterranei, gruppi di avventori muniti di cartine spacciate clandestinamente sul web, si intrufolano nei Carrières, attraverso passaggi ignoti ai visitatori “ufficiali”. Chiamati in gergo “cataphiles”, organizzano illegalmente cene, incontri, feste e concerti. Tra loro ci sono giovani neogotici ma anche personaggi della moda, ricchi annoiati e soprattutto molti artisti. E’ nata cosi la “Kata-art”, ovvero l’arte creata nel sottosuolo della capitale: grafitti art, performance, sculture di ossa. Un mondo nascosto dove writer più o meno esperti possono esprimersi liberamente. Nel 2010, Gilles Cyprès, noto cataphile artist, ha inaugurato i suoi affreschi 18 metri sotto il marciapiede. Al vernissage si mangiavano crepes e si beveva champagne. Alla faccia della sporca vita underground.

Catacombes (quelle ufficiali!)
1, avenue du Colonel Henri Rol-Tanguy
Stazione metro: Denfert-Rochereau
RER : ligne B, Denfert-Rochereau

 

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7 thoughts on “Paris underground #02. Les “cataphiles” e la movida della città invisibile

  1. Ne parlavo giusto pochi giorni fa col fratello del moi ragazzo, che c’è stato di recente! La cosa mi incuriosisce un sacco (ho una strana macabra predilezione per i teschi ;D ), solo che mi ha detto che la fila per entrare è qualcosa di interminabie!! :/

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