Paris underground #01. Appuntamento a Belleville

Parigi non è solo la città del Louvre, di Notre Dame, della torre Eiffel e chi più clichés ha più ne metta. Certo che se non ci siete mai stati, una visita a questi grandi simboli è obbligatoria. E non è neppure solo la città bohèmien di Montmartre (che poi di bohèm è rimasto solo un languido ricordo) o delle romantiche passeggiate lungo la Senna. Parigi è una città in cui è bello perdere la strada. Quindi lasciate a casa l’ansia del turista che deve vederetuttoin4giorni e godetevi la vita.
Compagni di strada, oggi abbandoniamo i grand boulevards e vaghiamo per le viuzze di quartieri meno noti.

Belleville

(Metropolitana fermata Belleville, linee 2 e 11)
Appuntamento a Belleville è un dolcissimo film di animazione franco-belga-canadese. E per chi non lo sa, è anche il quartiere popolare tra i più alternativi di Parigi. La monumentalità della città lascia spazio alla street art, a piccoli atelièrs, ad artisti attenti ai movimenti d’avanguardia. Parigi cambia faccia e diventa meticcia e disordinata. Le pareti degli edifici sono ricoperte di arte “illegale”, spray ed adesivi qui trovano libertà espressiva. E’ un luogo vitale e di grande fermento sociale dove s’incontra un’ambientazione estremamente vivace. Se volete mangiare etnico e non spendere una follia, qui ci sono svariati ristoranti libanesi, cinesi e vietnamiti oltre alle macellerie halal, casher e drogherie esotiche.

Se vi trovate da queste parti il martedì o il venerdì mattina, assaporate l’atmosfera accogliente e multietnica del Mercato di Belleville, punto di incontro di stili e culture diverse. In questo festival di colori e profumi si trova di tutto, in particolare frutta e verdura, uova e carne di pollo.

Nel pomeriggio (meglio se assolato), si può raggiungere la cima del parco di Belleville, da dove ammirare una fantastica panoramica di Parigi sorseggiando un aperitivo a La Mer à Boire, un grazioso e frequentato caffè letterario.

Per la serata, vedete un po chi suona alla Maroquinerie, vecchia fabbrica trasformata in sala concerto. Il locale è riuscito a distinguersi nel panorama underground parigino grazie ad una programmazione musicale eclettica e di qualità, attenta alle tendenze più attuali dei vari generi musicali.

belville


Cimitero di Père-Lachaise

(Metropolitana fermata Philippe-Auguste, linea 2)
Poco distante del rumoroso quartiere di Belleville, si può trovare (senza ombra di dubbio) pace e silenzio al cimitero di Père-Lachaise. Tra i più grandi e famosi al mondo, fu il primo tra i cimiteri civili di Parigi. Nel 1804, quando venne aperto nell’attuale XX Arrondissement, i Parigini non erano affatto felici all’idea di farsi seppellire nella periferia est di Parigi, in un quartiere ritenuto popolare e povero…ironia della sorte, oggi è uno dei cimiteri più visitati al mondo che conta 69.000 tombe. Che lo troviate macabro o meno, è sicuramente bello perdersi in questo vero e proprio e labirinto immerso nel verde. Le tombe sono vicinissime l’una all’altra, alcune elaborate, persino pompose, altre corrose dal tempo e forse dimenticate dai posteri.
E cosi, alla svolta di un viale o camminando tra stretti passaggi di questa architettura mortuaria, potreste imbattervi nella tomba di qualcuno che “conoscete”. Il cimitero di Père-Lachaise infatti offre l’eterno riposo a celebrità francesi e straniere. Tra questi il compositore Chopin, gli scrittori Balzac, Proust e Colette. I pittori Pissarro, Modigliani, Delacroix. La ballerina Isadora Duncan, la cantante Edith Piaf – la casa in cui visse si trova nel quartiere di Belleville. Tuttavia le sepolture più visitate sono quella di Oscar Wilde e soprattutto quella del cantante dei Doors, Jim Morrison, vera e propria meta di pellegrinaggio per la fazione di fans che credono nella sua morte. Eh già, se non lo sapete, alcuni ritengono che Morrison abbia inscenato la sua morte per ritirarsi dalla pressione della popolarità.

Il regista Mathieu Stern lo racconta in un bellissimo video in timelapse.

 

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8 thoughts on “Paris underground #01. Appuntamento a Belleville

  1. Molto affascinante il tuo racconto è stato per me un viaggio virtuale pieno di suggestioni e ricordandomi un po’ anche la Camden e Notting Hill londinese.
    Grazie Stefy un bel post.
    Ciao
    Eli.

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